Il settembre milanese è dedicato alla cultura

Musei Milano

Milano

Anche se il mese di agosto, che è tradizionalmente in Italia dedicato alle ferie e al riposo, deve ancora iniziare, a Milano si sta già lavorando per organizzare al meglio il mese di settembre e organizzare alcuni che potranno allietare le serate nel periodo che prevede il ritorno al lavoro della maggior parte delle persone.

La ha quindi deciso di dedicare il mese di settembre alla grazie alla che avverrà per il terzo anno consecutivo e che prende il nome di “Fai il pieno di ”: saranno ben trecento le tra cui sarà possibile scegliere e che saranno il più possibile variegate come i momenti dedicati alla poesia (Alda Merini in questo modo verrà ricordata), alla musica, allo spettacolo, alla storia dell’arte e al teatro grazie a varie cornici che ospiteranno la manifestazione. Hanno aderito al progetto tutte e dodici le , ma quasi tutti i comuni anche quelli più piccoli verranno counvolti, mentre da venerdì 24 a domenica 26 i della Regione rimarranno aperti fino a mezzanotte per permettere agli appassionati di vedere da vicino le opere che vi vengono ospitate.

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Enzo Jannacci con Cochi e Renato – faceva il palo

Cominciamo questa sezione dedicata alle canzoni che riguardano Milano, ( anche in parte )
e come non cominciare da Enzo…
dunque:

con

Testo:
nella banda dell’Ortica, ma era sguercio, non ci vedeva quasi più, ed è stato così che li hanno presi senza fatica, li hanno presi tutti, quasi tutti, tutti fuori che lui.
(cantato) Lui era fisso che scrutava nella notte,
quand è passa’ davanti a lu un carabinier
insomma un ghisa, tri cariba e un metronotte:
nanca una piega lu la fa, nanca un plisse’.
nella banda dell’Ortica,
perché l’era il so mesté.
(parlato) Così precisi come quei della Mascherpa sono rimasti lì i suoi amici a veder i carabinieri, han detto “Ma come, brutta lugia vaca porca, il nostro palo, bruta bestia, ma dov’è ??”
(cantato) Lui era fisso che scrutava nella notte,
l’ha vist na gota, ma in cumpens l’ha sentu nient,
perché vederci non vedeva un autobotte,
però sentirci ghe sentiva un acident.
nella banda dell’Ortica,
con passione e sentiment.
Ci sono stati pugni, spari, grida e botte,
li han mena’ via che era già mort quasi mesdì,
lui sempre fisso che scrutava nella notte
perché ci vedeva i stess de not cume del dì.
(parlato) Ed è lì ancora come un palo nella via, la gente passa, gli dà cento lire e poi, poi se ne va…lui circospetto guarda in giro e mette via, ma poi borbotta perché ormai l’è un po’ arrabbià.
(cantato) Ed è arrabbiato con la banda dell’Ortica,
perché lui dice: “Non si fa così a rubar !!
(parlato) Dice “Ma come, a me mi lascian qui di fuori, e loro, e loro chissà quand’è che vengon su…e poi il bottino me lo portano su a cento lire, un po’ per volta: a far così non finiamo più!!! No, no, quest chi l’è proprio un laurà de ciula, io sono un palo, non un bamba, non ci sto più: io vengo via da questa banda di sbarbati, mi metto in proprio, così non ci penso più.
(cantato) nella banda dell’Ortica,
perché l’era il so mesté,
nella banda dell’Ortica,
, il palo, perché l’era, perché l’era il so mesté…