La cultura a Milano non chiude per ferie

Palazzo Reale

Palazzo Reale

Dopo la proposta, per alcuni punti di vista soprendente, da parte dell’ammjnistrazione comunale di tenere aperti i negozi a Milano anche nella giornata di Ferragosto per incentivare i turisti e aiutare i commercianti che lamentano una diminuzione dei guadagni a causa della crisi, anche i luoghi dedicati alla cultura e in cui è possibile visitare mostre e rassegne specifiche hanno scelto di non osservare giorni di pausa per rendere la città ancora meno desolata rispetto agli altri anni.

Un appuntamento improtante riguarda la , giunta alla seconda edizione che prevede l’arrivo nel capoluogo lombardo di provenienti da tutto il mondo che avranno la possibilità di approfondire meglio le proprie conoscenze su una serie variegata di argomenti come il cinema, il jazz e l’opera ed eventualmente anche di partecipare a corsi specifici per sviluppare i propri interessi.

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Il settembre milanese è dedicato alla cultura

Anche se il mese di , che è tradizionalmente in Italia dedicato alle ferie e al riposo, deve ancora iniziare, a si sta già lavorando per organizzare al meglio il mese di settembre e organizzare alcuni che potranno allietare le serate nel periodo che prevede il ritorno al lavoro della maggior parte delle persone.

La ha quindi deciso di dedicare il mese di settembre alla cultura grazie alla rassegna che avverrà per il terzo anno consecutivo e che prende il nome di “Fai il pieno di cultura”: saranno ben trecento le tra cui sarà possibile scegliere e che saranno il più possibile variegate come i momenti dedicati alla poesia (Alda Merini in questo modo verrà ricordata), alla musica, allo spettacolo, alla storia dell’arte e al teatro grazie a varie cornici che ospiteranno la manifestazione. Hanno aderito al progetto tutte e dodici le , ma quasi tutti i comuni anche quelli più piccoli verranno counvolti, mentre da venerdì 24 a domenica 26 i della Regione rimarranno aperti fino a mezzanotte per permettere agli appassionati di vedere da vicino le opere che vi vengono ospitate.

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Presentato il programma della Milanesiana

Uno degli appuntamento che possono essere ormai considerati fissi dell’ è la , la rassegna culturale che è ormai giunta all’undicesima edizione e che quest’anno si terrà dal 5 al 19 luglio grazie all’impegno di Elisabetta Sgarbi che è una delle promotrici di questa iniziativa.

In questi giorni presso la sede di Palazzo Isimbardi è avvenuta la conferenza pre presentare gli eventi che sono previsi in calendario, anche se in questa occasione l’organizzazione ha dovuto far fronte a una riduzione degli investimenti messi a disposizione dal Comune e dagli sponsor, un aspetto che l’assessore alla cultura Massimiliano Finazzer Flery non ha mancato di sottolineare. Il tema ricorrente di quest’anno saranno i della cultura di cui si andranno a toccare un po’ tutti gli ambiti, a partire dalla leteratura fino ad arrivare a cinema e musica di cui saranno anche presenti più di cento esponenti internazionali.

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A Milano incontri per scoprire la Norvegia

Norvegia

Norvegia

Viaggiare è sempre un’attività molto affascinante perchè permette di scoprire culture e località differenti dalla nostra, ma non sempre questo è possibile e le ragioni principali possono essere gli impegni della vita quotidiana o motivi economici. La città di Milano vuole quindi venire incontro a chi non ha questa possibilità e ha così organizzato una serie di incontri che permetteranno di conoscere meglio da vicino un Paese affascinante come la Norvegia.

L’iniziativa avrà luogo dal 24 al 27 maggio e nella giornata di inaugurazione è prevista l’opportunità di visitare una mostra che prende il titolo di “Norway/Powered by Nature” e che avrà luogo presso Largo Cairoli e via Dante: verrà allestita nella strada e sarà possibile vederla lfino al prossimo 6 giugno, un’opportuntià che verrà data a chi sceglierà in quei giorni di visitare capoluogo lombardo.

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Crescono i visitatori delle mostre a Milano

MonetSpesso quando si parla degli italiani vengono ritenuti un popolo di superficiali che pensano più che altro a passioni come il mangiare e il calcio ma che danno pochissimo spazio nel loro tempo libero alla e a visitare i tanti patrimoni culturali e artistici presenti nel nostro Paese, ma secondo una recente indagine questo non si può dire per la città di Milano.

Il capoluogo lombardo, infatti, può essere considerato la città italiana che vanta il maggior numero di visitatori alle e il dato è maggiormente positivo se lo rapportiamo ai risultati dello scorso anno dato che possiamo registrare un 30% in più del numero di visitatori alle esposizioni. Questi numeri hanno fatto quindi rientrare Milano come una delle città più importanti a livello artistico e in questo trend positivo hanno sicuramente contribuito eventi recenti che sono stati organizzati come la rassegna dedicata a Monet e il San Giovanni Battista dipinto da Leonardo.

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Dan Brown scriverà un libro su Milano

BrownDan Brown si è fatto conoscere al grande pubblico dopo avere scritto il suo primo libro, “Il ”, che nel giro di poco tempo si è trasformato in un best seller, ma anche i successivi titoli di cui è autore hanno catturato l’interesse di milioni di lettori.

In questi giorni lo scrittore si trova nel campoluogo lombardo  per la presentazione della sua ultima fatica “Il simbolo perduto” e lunedì ha preso parte alla prima della Scala e probabilmente perchè affascinato anche dall’atmosfera di festa che si respira in questi giorni a è riuscito anche a ottenere l’ispirazione per quella che sarà la sua prossima opera che si appresta a scrivere. Brown, infatti, ha deciso che le prossime avventure che avranno per protagonista Robert Langdon, il personaggio che ritroviamo in tutti i suoi romanzi, saranno ambientate proprio nella città del Duomo.

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Un premio per la milanesità

JannacciQuesta sera uno dei teatri più importanti di , il Manzoni, ospiterà una premiazione importante, giunta ormai alla quarantacinquesima edizione, il Premio Carlo Porta, che è l’occasione per celebrare cittadini che con la loro opera e attività sono riusciti a celebrare nel migliore dei modi la milanese.

I prescelti di questa edizione saranno tre artisti che possono vantare una carriera davvero gloriosa come , Franca Valeri e Renato Pozzetti e i presenti avranno la possibilità di vederli ricevere il premio in modo assolutamente gratuito visto che non ci sarà alcun ticket di ingresso da pagare. Questo è il terzo anno consecutivo che la manifestazione viene ospitata al Manzoni e vedrà come presentatori della serata il cantante originario proprio del capoluogo lombardo, Memo Remigi, che sarà affiancato sul palco da una presenza femminile conosciuta da chi segue le fiction tv come Francesca Cavallin, che in questi giorni stiamo vedendo nella sesta edizione de “Un medico in famiglia” su Rai Uno, e sua nuora nella vita privata.

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Milano, Forattini in mostra

Il disegno diventa arte, lo sberleffo si fa satira, ecco che la mostra forattiniana si apre con il disegno autosatirico in cui l’autore raffigura se stesso come un Napoleone riflesso in uno specchio.

Nel frattempo un video racconta la carriera del maestro, attraverso una intervista e le sue apparizioni televisive dagli anni ’70 a oggi.

Mostra? Il termine suona troppo generico e riduttivo. E’ una Forattineide. Qualcosa di epocale. Qualcosa che ha il sapore di una saga, di una raccolta annalistica. Quello che si compie a Palazzo Reale è un viaggio picaresco fra le epoche e le stagioni, i fatti e i misfatti.

Prima dissacrazione. Ogni personaggio (dal 1973 ai nostri inquieti giorni) è raccontato in una serie di edicole lungo tutto il percorso della . Un Famedio. O meglio un reliquiario perché ogni politico è raffigurato al centro dell’edicola come una icona circondata dagli ex-voto dei disegni forattiniani che ne illustrano vita, successi, imprese, disfatte, risalite, improbabili miracoli.

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MIlano, questione Brera, parla la soprintendente

‘’Cercare di riportare a casa i dipinti dati in prestito fa parte del nostro lavoro, non capisco il polverone che si è alzato dopo la mia richiesta’’. Cosi’ la soprintendente della Pinacoteca di , Sandrina Bandera, ha commentato le polemiche relative alla richiesta all’Accademia di Urbino di restituire due opere, una di Raffaello e l’altra di Berto di Giovanni.

Sandrina Bandera ha difeso la sua decisione di richiedere l’Annunciazione di Giovanni Santi di Raffaello e la predella della Pala di Montone, realizzata da Berto di Giovanni. ‘’Sono opere – ha spiegato – che fino a una quarantina d’anni fa erano qui da noi. Un prestito non è un lascito’’.

‘’Certo – ha aggiunto – confermo che le opere rimarranno a Urbino, abbiamo rinunciato a chiederne la restituzione, ma mi hanno assicurato che l’Annunciazione avrà una protezione adeguata’’.

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Milano festeggia il bicentenario di Brera

Festeggia i 200 anni la Pinacoteca di , aperta per la prima volta al pubblico il 15 agosto del 1809, per celebrare il quarantesimo compleanno dell’imperatore Napoleone Bonaparte, nato nel ferragosto del 1769.

La Pinacoteca nacque a fianco dell’Accademia di Belle Arti, voluta da Maria Teresa d’Austria nel 1776, con finalità didattiche. Doveva infatti costituire una collezione di opere esemplari, destinate alla formazione degli .

Quando divenne capitale del Regno Italico la raccolta, per volontà di Napoleone, si trasformò in un museo che intendeva esporre i dipinti più significativi provenienti da tutti i territori conquistati dalle armate francesi. quindi, a differenza di altri grandi italiani, come gli Uffizi ad esempio, non nacque dal collezionismo privato dei principi e dell’aristocrazia ma da quello politico e di stato.

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