All’Elfo, la tragedia degli angeli caduti

Uno spettacolo davvero interessante all’Elfo. “”: i personaggi sono gli stessi della prima parte, con nelle loro debolezze, battaglie pubbliche e private, relazioni inquiete. Ma in «Angels in America II» ovvero «Perestroika», eccoli affrontare le proprie paure, essendone più consapevoli: il termine russo (la «ricostruzione» avviata da Gorbaciov) indica il tentativo di ricostruire le proprie esistenze, sconvolte dagli eventi della prima parte che si chiudeva con l’irruzione di un Angelo decisamente più apocalittico che consolatorio. E nella New York reaganiana degli anni ‘80 ritroviamo Prior Walter (Edoardo Ribatto), malato di Aids e abbandonato dal compagno Louis (Umberto Petranca), ebreo, diventato amante del mormone Joe Pitt (Cristian Giammarini), sposato con la depressa Harper (Elena Russo Arman), e legato alla madre Hannah (Ida Marinelli).Poi l’avvocato Roy Chon (Elio De Capitani), realmente esistito (lo stesso che in pieno maccartismo decretò la condanna a morte dei coniugi Rosenberg) che nega di avere l’Aids ma dipende in tutto e per tutto da Belize (Fabrizio Matteini), infermiere e travestito. La regia è sempre dell’ottimo duo Ferdinando Bruni e Elio De Capitani (produzione Teatridithalia-ERT), e riporta sulle scene un grande successo del 2007. Angels in America parte II. Perestroika. Teatro dell’Elfo. Ore 20.30. Dom. ore 16. Via Ciro Menotti 11. Tel. 02.71.67.91. Euro 25-15. Dal 22 ottobre al 22 novembre.

Cecilia Chailly al blue note in un concerto live

Cecilia Chailly in concerto al Blue Note, storico locale milanese, per un evento imperdibile. L’artista presenta il nuovo album “Istanti”, nella sua prima esecuzione assoluta e con la partecipazione straordinaria del tenore Stefano Secco alla batteria. In una nuova veste cantautorale, questa grande solista classica contemporanea, nonché jazzista ed improvvisatrice, vuole sperimentare le varie tinte della sua personalità trasportandoci con lei nel suo magico universo di note: con l’arpa elettrificata, la voce, e gli altri strumenti, esprime stati d’animo di vita intima come pagine di un diario, fra gli alti e bassi della vita quotidiana e contemporanea. Un minimalismo acustico, sui toni post romantici, che in un crescendo di tensioni ed atmosfere, garantisce un tessuto emozionale ricco di intenso vissuto.

Edward Hopper e la sua America a Palazzo Reale

L’America che ci propone è quella di metropoli cresciute troppo in fretta e case di legno abbandonate su spiagge infinite, dalla Grande Depressione e al New Deal, dai film hollywoodiani e ai primi veri «cittadini», personaggi tristi e soli. Il lato oscuro della modernità, perché Edward Hopper (1882-1967) non dipingeva ciò che vedeva, ma ciò che sapeva, e questo lo ha reso un grandissimo artista. Al caposcuola del «Realismo statunitense» è dedicata la grande mostra in arrivo, il 13 ottobre, a Palazzo Reale, più di 160 opere provenienti per la maggior parte dal Whitney Museum, la «casa» newyorkese di Hopper. Il luogo dove nel 1918 fondò il Whitney Studio Club, e l’istituzione che oggi, grazie al lascito della moglie Jo, possiede gran parte della sua produzione. Una ricca retrospettiva, in sette tappe, cronologiche e tematiche: dagli autoritratti accademici del 1903, al soggiorno parigino fino alla produzione più tarda.
Edward Hopper Palazzo Reale. Piazza Duomo 12. Tel. 199.202.202. Orari: 9.30-19.30; gio. 9.30-22.30; lun. 14.30-19.30. Euro 9/7.5. Dal 13 ottobre (ore 18.30, a inviti) al 24 gennaio.

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Carmen Maura a Milano: dalla Spagna con passione

 , musa di Almodovar e di Carlos Saura, viene dalla sua amata Spagna a Milano in occasione di “made in mad”, manifestazione che coinvolge vita e movida, arti e visioni di Madrid. Da lunedì 12 e fino al 21 ottobre la nostra città sarà animata da spettacoli, cinema, arte e gusto. Per cominciare, oggi, lunedì, 12 si snoderà lungo corso V. Emanuele la mostra di fotografie «Madrid» di Fernando Manso, 80 immagini dedicate a scorci e paesaggi suggestivi della Regione di Madrid. Cinema e teatro spagnolo saranno in rassegna al Piccolo: martedì 13 al Teatro Strehler l’attrice incontrerà il critico Maurizio Porro, con proiezione del film «La comunidad» (dalle 20.30, l.go Greppi, ingr. a inviti da ritirare in biglietteria fino a esaurim. posti). Il 14 e 15 ottobre spettacolo di flamenco «Autorretrato» della danzatrice Maria Pagés (Strehler, ore 20.30, 38/19, tel. 848.80.03.04). Tutte le informazioni su www.madeinmad.com

Navigli: torna la piattaforma in Darsena, tante le iniziative

Da dicembre sarà di nuovo operativa, sulla Darsena, la piattaforma polifunzionale che ospiterà una serie di manifestazioni. La prima in ordine di tempo sarà «Natale Sui ». Riprenderà la navigazione turistica, già sperimentata l’anno scorso, e vi sarà uno spazio dedicato al pattinaggio su ghiaccio. A gennaio, nuovo appuntamento con il «Cimento Invernale», il tradizionale tuffo nel Naviglio. Anche il Carnevale Ambrosiano 2010 farà tappa sulle sponde dei . Per la stagione 2009-2010 si confermano poi gli appuntamenti con le mostre e fiere dedicate ai fiori, alla pittura, all’antiquariato e all’enogastronomia. In primavera avremo la seconda riedizione del mitico trofeo di motonautica Milano-Abbiategrasso, accompagnato dalla possibilità di praticare sport acquatici grazie all’apertura di scuole di vela e di corsi di canoa, grazie alla proficua collaborazione con le Canottieri Milano e Olona. Inoltre il progetto «navigaMI» attraverso il «Salone del Piccolo Nautico» e iniziative collegate al Salone del Mobile. Proseguirà inoltre il ripristino della linea Milano-Locarno, tappa fondamentale nel contesto dell’idrovia pensata per permettere ai visitatori di navigare dalla Svizzera fino a Venezia, in vista dell’ Expo 2015.

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Il writer Keyone in mostra alla Triennale Bovisa

Dai muri scrostati dei sottopassaggi ferroviari, alle aule bianche del più importante centro d’arte contemporanea milanese, Triennale Bovisa. KayOne, uno dei writer italiani della prima ora (classe 1972), inaugura il 15 settembre la sua prima mostra personale, «Caratteri Mobili», che riassume un percorso lungo un ventennio a cavallo tra street art e astrattismo. «Caratteri mobili, come quelli dei primi graffiti sui treni della metropolitana di New York – si legge sulla presentazione -, come la stampa di Gutenberg, come quelle lettere che nei quadri di KayOne fluttuano in uno spazio di colore ed energia gestuale e materica».KayOne ha cominciato a dipingere nel 1988, a 16 anni, pioniere a quando il graffiti writing compariva solo nelle serie riciclate dei telefilm americani. Marco oggi ha 37 anni e passa gran parte del suo tempo negli uffici dell’agenzia pubblicitaria ADV, fondata insieme al fratello. La sua opera è caratterizzata da accostamenti di colore audaci, caos energetico di linee, forme che richiamano le arterie urbane, il respiro della città e dell’arte che la colora. Già protagonista nel 2007 della mostra «Street Art Sweet art» al Pac, KayOne riporta nell’ambiente chiuso di una galleria la forza dirompente dell’arte di strada. Senza mai abbandonare l’impatto visivo classico del writing, mantiene sulla tela uguale forza di colore e materia, come scosse di energia provenienti da un Big Bang dell’universo urbano. Da questo mix di calore e di freddezza, nasce l’originalità e la forza della pittura di KayOne: alchimista della visione e creatore di universi funambolici e di immaginari mondi pazzi, coloratissimi e divertenti. La mostra, curata da Marco Meneguzzo, è patrocinata dal Comune di .

Duilio Loi in mostra a Milano

Una mostra celebra a Milano il grande pugile Duilio Loi. La mostra “”, nell’ampia Sala delle Colonne della “Fabbrica del Vapore” ( Via Procaccini, 4) raccoglie scatti di una vita trascorsa sul ring, da quando,1945, a 16 anni, Loi iniziò a tirare pugni per la Usve di Genova fino al 23 gennaio 1963, data del ritiro da campione d’Europa e del Mondo di Welter jr. Foto, cimeli ricordano la sua possente e gloriosa carriera. Interessante. L’ingresso è gratuito.

 

Edward Hopper in mostra a Palazzo Reale

in mostra a Palazzo Reale: dal prossimo 15 ottobre 2009 fino al 24 gennaio 2010. Torna un grande pittore che ha saputo illustrare il volto malinconico dell’America degli anni ‘20 del Novecento. Oltre 170 opere provenienti per la maggior parte dal Whitney Museum di New York compongono un’esposizione davvero unica. , statunitense, nato nel 1882 e morto nel 1967, ha fatto parte del movimento precisionista. Famoso per i suoi ritratti della solitudine nella vita americana contemporanea, Il pittore è entrato nel 1900 alla New York School of Art, dove ha avuto modo di incontratare alcuni futuri protagonisti della scena artistica americana dei primi anni Cinquanta. Le sue opere ci portano in quell’America, povera, urbana o rurale che sia, comunque sconfinata e solitaria, dove i personaggi sono il simbolo dell’incomunicabilità dell’uomo moderno.

Ambrosiana: Leonardo e l’arte della guerra in mostra

Fu lo scultore Antonio Canova, commissario papalino per il recupero dei tesori italiani portati via da Napoleone, a riportare in Italia il famoso “codice atlantico”, una delle più complesse opere di .Il codice Atlantico si chiama così per il grande formato, da «atlante», dei suoi fogli incollati in quella maniera non da Leonardo, ma da Pompeo Leoni, figlio di Leone, scultore favorito di Filippo II di . Pompeo Leoni scompaginò i codici leonardeschi ottenuti dagli eredi del Melzi e li ricompose in una sequenza arbitraria che non fu mao più modificata, nemmeno quando i monaci di Grottaferrata, negli anni ‘60, rilegarono i fogli in 12 volumi. Ora l’Ambrosiana, custode del prezioso manoscritto, ha dicesp di sfascicolare le pagine per studiarle ed esporle più agevolmente. Così, approfittando dell’oc­casione, da qui al 2015 i 1119 fogli del codice Atlantico ver­ranno tutti esposti al pubbli­co in gruppi di circa 45 per volta, con una rotazione ogni tre mesi. Peccato solo per il prezzo d’ingresso decisamente costoso, come accadse spesso per le mostre preparate dalla fondazione. Tutte le informazioni contattando direttamente l’ambrosiana.

Festival del Teatro d’Europa apre con il Giappone

E’ il ad aprire il Festival del Teatro d’Europa. In scena, al Teatro Studio, l’antichissima arte del kyogen con la regia di Mansai Nomura, storico interprete di kyogen tradizionale e attore simbolo del regista Kurosawa. Il kyogen è un’arte antica, quasi milllenaria che nel 2001 è stata dichiarata dall’Unesco capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità. Mansaku, Mansai e Mannosuke Nomura, esponenti di una delle due famiglie che, in , si tramandano da secoli questa forma teatrale antichissima presentano al Piccolo Teatro Studio tre pièce tratte dal loro sterminato repertorio: Bo-Shibari (Legato ad un palo), Kawakami (La sorgente del fiume Kawakami), Kagyu (La lumaca). Il kyogen affonda le sue radici nei miti e nelle leggende che si perdono nella notte dei tempi e si manifesta come una cerimonia laica, nella ritualità dei movimenti del corpo, della testa o delle mani, nell’espressività degli occhi. Teatro Studio, via Rivoli 6, dal 18 al 20 settembre. Venerdì ore 20.30; sabato ore 19.30; domenica ore 16. Ingresso 38/29 euro