Tutti per Kakà. O quasi tutti

kakà
Che il Machester City abbia richiesto Kakà con un offerto una cifra consistente (quanto? Cento miloni? Centoventi? Centocinquanta? O un po’ meno, come si è letto in questi ultimi giorni), è una cosa nota. E anche che il Milan abbia accettato di avviare la trattativa, lo sanno più o meno tutti. E’ qualcosa d’altro, che attira l’attenzione: il dissenso, grande o piccolo che sia. E’ vero, ci sono state delle contestazioni, anche pesanti, sotto la sede di via Turati. E’ vero che la Sud ha preso posizione a favore della permanenza del giocatore al Milan, come si può vedere sui siti ufficiali delle Brigate rossonere e dei Guerrieri Ultras. Soprattutto, la tifoseria, durante Milan-Fiorentina, si è schierata apertamente per Kakà e per la sua permanenza. Però il Fronte del no non sembra così compatto. La “Gazzetta dello sport”, nella prima pagina dell’edizione del 16 gennaio, riporta che il 59% dei tifosi sarebbe favorevole all’operazione. Stando invece a quando riportano il “Corriere della sera” e il “Corriere dello sport”, la volontà che rimanga è pressoché plebiscitaria. Chi ha ragione? Forse tutti. Nel senso che probabilmente c’è una spaccatura, che si coglie anche navigando in rete e ascoltando le persone. Chi ha ragione? Probabilmente entrambi. Nel senso che da una parte Kakà è uno dei più forti giocatori in circolazione e appartiene alla storia del Milan, ma dall’altro la cifra offerta consentirebbe molti acquisti di qualità. Queste due, molto stringatamente, le argomentazioni a sostegno dell’una o dell’altra posizione. Non si può parlare però di due fazioni. Probabilmente quasi ogni tifoso sente in sé un contrasto, che è ben espresso dalle prime righe dell’articolo di Beccantini sulla “Stampa” di giovedì 15 gennaio, che parla di cuore e ragione, soprattutto quella societaria. E poi, nello stesso articolo, Beccantini pone una domanda: «È sul serio così milanista come racconta o, per esempio, a suo tempo usò il Real per adeguare l’ingaggio al talento e al mercato?». In effetti, il nostro ha spesso alternato dichiarazioni di amore eterno per i colori ad altre in cui lasciava intendere che un eventuale trasferimento non gli sarebbe dispiaciuto. Cose che a non tutti i tifosi sono piaciute. Un esempio su tutti: sempre dureante la gara contro i viola, a San Siro è comparso lo striscione: “I belong to money”, che fa il verso alla frase che Kakà esibisce dopo i gol.

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4 Responses to “Tutti per Kakà. O quasi tutti”

  1. 1
    Kakàs Abschiedsspiel » Fussball » Italien blog Says:

    [...] zu sagen: “Ich bleibe hier!” Denn bei allen Theorien: Gegen seinen Willen werden wir Kakà sicher nicht [...]

  2. 2
    nicoletta Says:

    KAKA’ IS Untouchable 4 EVER!

  3. 3
    Giorgio Says:

    Carissimi,
    sono tifoso milanista dalla nascita e sostenitore del premier Berlusconi politicamente: per me è un doppio presidente.
    E’ sempre stato doppio presidente ma non è mai stato “doppio”.
    Voglio dire.
    Ho sempre cercato di distinguere le questioni politiche da quelle calcistiche anche se, con un personaggio particolare (mi permettete di dire particolare?) come Berlusconi le due cose si alternano ed a volte sovrappongono.
    Il nostro Milan ci ha dato enormi successi.
    Ricordate l’arrivo dei giocatori in elicottero all’Arena di Milano? Ricordate Berlusconi in campo a festeggiare i successi di Sacchi e del Gu-Va-Ri? Ricordate le finali vinte quattro a zero? Il Pallone D’oro dato da Berlusconi a Baresi e la maglia numero 6 che si alzava verso il cielo? E lo scudetto di Zac? E l’era Capello e poi di Ancelotti e gli anni bui in mezzo con una mezza qualificazione in Uefa lo scorso anno e la penalizzazione in punti con la quale siamo partiti anni fa?
    A me spiace che da quando Berlusconi è in politica molti tifosi si sianodivisi. Si è sempre comportato correttamente. Non ha mai chiesto ad un suo giocatore di esprimersi politicamente per lui (e quanto avrebbe pesato una dichiarazione di Baresi o Maldini), non ci ha mai chiesto la tessera di Forza Italia per entrare allo stadio, ha rinunciato a scendere in campo per festeggiare gli ultimi successi per non turbare i più “politicizzati” ed ha vissuto tutto nel silenzio, o quasi, stretto nel seggiolino dello stadio di San Siro.
    La sua parabola politica è fatta di successi (il Governo più longevo della storia, il protagonismo dell’Italia nel mondo, la politica del fare, la politica della gente e dell’essere presente), di tante delusioni, di rivincite ed ora di un altro campionato che sta conducendo da protagonisti.
    Si vende Kakà?
    Va beh, pace. Da buon padre di famiglia penso che Berlusconi pensi ad un Milan che deve guardare anche i bilanci della società, dice al proprio figliolo di scegliere per la grande occasione della propria vita (L’ha fatto con Sheva… chi non lo farebbe con i propri figli) sapendo che lui di più non può offrire, ma sicuramente il Milan resterà perchè va oltre i giocatori ed è il Milan intero che vince, grazie al contributo dei singoli, ma con la mentalitù del gruppo.
    Quindi forza Milan, forza Silvio (anzi forzasilvio.it ), andrò ancora allo stadio a vedere il Milan curioso di conoscere i nuovi protagonisti che il Presidente ci regalerà come andrò a votare Berlusconi per essere, anche qui come nel calcio, protagonisti in europa.

    Giorgio

  4. 4
    omar Says:

    kakkà non tene andare fai schifo se tene vai noooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! anche se ormai è deciso forse il milan si rinnoverà senza te ma spersiamo che prenda un’altro buon giocatore.

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