Milano, proteste al concorso per magistrati
Leggi tutti gli articoli di Ovidio Diamanti
Erano più di 5000 i partecipanti al concorso nazionale per uditore giudiziario, primo gradino della carriera in magistratura, che si è svolto in settimana ai padiglioni della Fiera di Rho. I posti a disposizione erano 500. Il primo giorno c’erano già stati una ventina di espulsi, dopo 2 giorni erano già cinquanta quelli “cacciati” dall’esame. Come mai tante espulsioni? Qualcuno potrebbe pensare a copiatura o altro. Invece no! Per protesta. Il malcontento è nato subito fuori dall’aula delle prove il primo giorno, quando molti studenti si erano accorti che dopo il controllo all’ingresso della sala prove molti concorrenti avevano potuto portarsi il proprio codice pieno di appunti con tanto di vidimazione del Ministero della Giustizia. In sostanza all’ingresso i cancellieri del ministero di via Arenula sono tenuti a controllare i codici per la consultazione che i partecipanti possono portarsi durante la prova. Il controllo dovrebbe garantire che nessuno porti con sé appunti o note scritte dentro il codice. Invece qualcuno aveva il timbro di controllo del ministero ma il codice “colmo” di appunti. Così è iniziata una protesta con cori di “vergogna vergogna” indirizzati alla commissione d’esame. Qualcuno ha abbandonato volontariamente il concorso come segno di protesta. Qualcun altro ha lamentato la spesa eccessiva di andare a fare un concorso nazionale a Milano, senza la possibilità di avere sedi più vicine come Roma.

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